Natale su AmaZzon

Scritto, diretto e interpretato da: Elena Alfonsi, Alessandro Balestrieri, Julia Borretti, Titta Ceccano, Andrea Zaccheo.

Scene di Jessica Fabrizi

Musiche originali di Alessandro Balestrieri e Francesco Altilio

Assistente alla regia di Luca Faustinella

Età consigliata: da 3 a 11 anni

Nell’era dell’e-commerce i giorni che precedono il Natale sono caratterizzati da un grande fermento. Già dal Black Friday ci sono consumatori in lotta per accaparrarsi il regalo più conveniente, le città sono invase da corrieri che consegnano pacchi a destra e manca, centinaia di regali vengono ordinati a colpi di click ogni minuto. A casa di Babbo Natale, invece, arrivano poche letterine… E cosa succederebbe se anche Babbo Natale aprisse un suo profilo social? In pochi giorni il buon vecchio Babbo riacquista subito grande popolarità e manda in crisi il mondo dell’e-commerce.

Gli eventi si scatenano e tra renne ballerine, super eroi e piani per eliminare Babbo Natale, ciò che

resta alla fine sarà il messaggio d’amore che da sempre il Natale rappresenta.

“Non c’è epoca dell’anno più gentile e buona, per il mondo dell’industria e del commercio, che il Natale e le settimane precedenti”. Così inizia “I figli di Babbo Natale”, l’ultima delle venti novelle che compongono Marcovaldo. Siamo all’inizio degli anni Sessanta e Italo Calvino intuisce la portata deflagrante della nascente società dei consumi e ci ride su a modo suo, con leggerezza, mai censore o maestro, lascia i suoi messaggi nascosti nel testo e affidati alla sua proverbiale ironia e la novella rimane intrisa della magia del Natale.

“Natale su AmazZon” è il nostro modesto tentativo di aggiornare questa ironia ai tempi nostri, prendendoci gioco di vizi e costumi che ci riguardano tutti, come l’acquisto compulsivo a colpi di click. In fondo, riprendendo Calvino, potremmo dire che “non c’è epoca dell’anno più gentile e più buona, per il mondo dell’e-commerce, che il Natale e le settimane che lo precedono”.

Eppure l’atmosfera magica del Natale pervade tutto lo spettacolo non rinunciando alla poesia.

Photo credits: Jo Fenz